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Ciampi E./Freda M./Porcheddu R. – Don Giovanni dalle fonti a Mozart Metamorfosi di un mito. Irfan, Roma 2018

Don Giovanni dalle fonti a Mozart. Metamorfosi di un mito

 

Dopo il Macbeth di Verdi e La Campana Sommersa di Respighi, ad attirare le attenzioni della redazione della collana ‘Melodramma e Filosofia Perenne’, giunge il Don Giovanni di Mozart. La scelta specifica delle opere liriche è stata finora guidata dalle potenzialità del messaggio anagogico delle fonti e dalle capacità espressive della realizzazione melodrammatica curata dal librettista e dal compositore, ma anche dall’eventuale entropia che si può comunque verificare in queste complesse traduzioni. Nel Don Giovanni è in ballo una determinante figura mitica, spesso mal compresa, fraintesa e infine soggetta – seguendo l’inesorabile corso discendente del presente ciclo temporale – a una metamorfosi involutiva.

Il saggio, edito dalla casa editrice Irfan, è articolato in tre ampie, documentate sezioni, in cui i rispettivi redattori presentano una ricca disamina del mito di Don Giovanni, dalle prime forme letterarie, fino ad un’approfondita analisi, dell’aspetto musicale e drammaturgico, del dramma giocoso di Wolfgang Amadeus Mozart. Il mito originale del Don Giovanni, le fonti letterarie e l’opera di Mozart, vengono esaminati con chiarezza al fine di offrire nuovi elementi di discernimento, alla luce del pensiero tradizionale, capace di riconoscere con lucidità le contraddizioni del mondo moderno e della sua visione limitata e riduzionista dell’arte e della vita, ormai dissacrate e rese quindi sterili. Le caratteristiche del mito tradizionale sono messe in evidenza nell’Introduzione; è poi Rosa Porcheddu ad approfondire la principale fonte letteraria (De Molina), e Mino Freda a curare uno studio analitico sulla versione melodrammatica di Mozart e Da Ponte; infine, nell’ultimo capitolo, di Eduardo Ciampi, viene fatta una puntualizzazione sul mistero dell’Eros facendo soprattutto riferimento alle tradizioni orientali e a certe loro pratiche, finalizzate ad una decisa verticalizzazione dell’essere attraverso alcune discipline volte a concentrare e direzionare tali energie.

Nell’analisi, si pone l’accento sull’indubbio attaccamento al concetto di Tradizione, formulato nel libretto di Lorenzo Da Ponte, che si ascrive nel ristretto novero di uno dei migliori scritti, serviti dall’abate veneto al grande teatro del Salisburghese, che presenta un Don Giovanni privo di ogni tensione verticale, che, per gli eccessi di un ego ipertrofico, sfocia in una condizione perennemente orizzontale, tesa solo alle vaghe e desolate soluzioni mondane. La contemplazione della morte è vista non come sottile diaframma nel passaggio verso la Grande iniziazione e riunione nel Logos, ma quale fenomeno dello scatenamento infero, degli istinti primitivi trionfanti. La figura dell’eterno seduttore è promossa quale causa dello scatenante Chaos, affinché l’Ordine sia ricostituito.

Roma, 01/07/2020

Alessandro Di Adamo

ISBN: 978-88-97278-57-3 | PAG. 232 | 2017 | EURO 20,00