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EDUARDO CIAMPI – ‘The turn of the screw’ oltre Britten e James. Vite da fantasmi. IRFAN, Roma 2018

E. Ciampi - The Turn of the Screw al di la di Britten e James

L’encomiabile lavoro di Eduardo Ciampi giunge con Il giro di vite di Britten e James alla quarta tappa nella collana Melodramma e Filosofia Perenne (edita dalle edizioni Irfan) da lui curata. Se a ragione potrà anche definirsi come “studio comparato del Melodramma”, questo metodo d’indagine risulta difficilmente collocabile nel novero dei lavori più strettamente legati alla musicologia accademica. L’autore, con un accurato lavoro d’approfondimento nei più disparati campi del pensiero letterario, artistico e filosofico-religioso, si avvale infatti di una rete di argomenti, temi ed autori del tutto inusuale, al fine di intessere un mosaico affascinante di corrispondenze profonde fra le varie discipline, e riuscendo in tal modo a cogliere le prerogative salienti che animano ogni autentico artista nella sua opera di creazione. Ne esce fuori uno scenario emozionante che illumina tanto lo spirito dei tempi in cui è collocata l’opera, quanto la composizione di un pantheon ideale di punti di riferimento autorevoli, frutto del pensiero e dello spirito umano alla luce di principi metafisici ed estetici assoluti, cioè “perenni”.

Un’opera come The turn of the screw, lavoro originato dell’elaborazione del musicista Britten sul romanzo di James, non può che costituire l’esempio perfetto, il più idoneo a rappresentare il trait d’union fra due epoche, o meglio, due concezioni dello spettacolo che nel mondo moderno andavano via via delineandosi e contrapponendosi, soprattutto nella prima parte del ‘900, dove i due mezzi espressivi si confrontavano, se si può dire, ancora ad armi pari: da una parte il linguaggio della più giovane arte cinematografica non ancora nel pieno possesso delle sue enormi potenzialità tecnologiche, dall’altra il Melodramma, che godeva ancora del favore del grande pubblico e dello sforzo artistico-intellettuale degli ultimi grandi compositori del cosiddetto Novecento storico.

Se questo risulta valido sotto l’aspetto estetico-formale, a maggior ragione lo è dal punto di vista dei contenuti espressi. L’argomento “gotico” o noir dei fantasmi, unito a quello del mondo fantastico infantile, così ben focalizzato nell’esegesi di Ciampi, è infatti più che mai idoneo ad attestare il cambio di paradigma operato nella mentalità moderna, a partire dell’800, e per così dire magnificato dalla letteratura soprattutto anglosassone; in questo clima rinnovato, tutto ciò che era dominio di saperi e conoscenze di genere metafisico viene travisato e ridotto allo “stato larvale”, per cui non resta che manifestare le paure e il disorientamento della psiche moderna. Tuttavia, la partitura del grande compositore inglese riesce magistralmente a nobilitare, tramite un linguaggio raffinato e forbito, la suggestiva e tetra ambientazione che pervade il racconto.

Un capitolo conclusivo tende infatti a mettere in evidenza, secondo la cosmologia tradizionale, quelli che sono i vari stati post-mortem, cercando anche di chiarire alcune incomprensioni delle letture moderne (psicanalitiche, scientiste o new age) riguardo a tale realtà che ha a che fare con le varie dimensioni – più o meno sottili – del corpo e dell’anima. Certe  presenze erano ben conosciute nel mondo tradizionale dei secoli passati, se ne temevano gli effetti perniciosi e si tendeva a controllarle attraverso adeguati riti religiosi; tuttavia, nel mondo contemporaneo, la perdita di fede ha condotto a gravi equivoci, che possono rivelarsi decisamente pericolosi.

La pubblicazione – che mette a confronto in maniera analitica la fonte ed il testo della realizzazione operistica – risulta essere una proposta editoriale appetibile ad un pubblico di amanti della letteratura, dell’opera lirica, del teatro e della musica, nonché ai lettori di saggistica tradizionale.

Roma, 16/7/2020

Andrea Bonfanti

ISBN: 978-88-97278-67-2 | PAG. 88 | IRFAN Edizioni | Euro 13,00