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PREVENZIONE GRAZIE A UN BUON BICCHIERE DI VINO di Gianluca Ciampi

prevenzione e vino rosso

Nel periodo del lock down girava su ‘youtube’ un video di un contadino veneto, che si difendeva dal virus e dalla noia scendendo spesso in cantina a spillare, un giorno Bardolino, un altro Valpolicella, poi il Merlot, il Cabernet Sauvignon ed il Tocai rosso; chiaramente il video aveva un intento comico e l’intensità delle sue bevute non è certo da consigliare.

Già sapevamo delle proprietà benefiche del vino, ancor più del vino rosso, erano note fin dall’antichità, ed il vino faceva da secoli parte dei buoni rimedi della cultura contadina, consigliato anche dai medici, fin dai tempi dell’antica Roma. Oggi sappiamo delle sue grandi proprietà antiossidanti, grazie ai polifenoli di cui è molto ricco. Tra questi il più importante, sono anni che se ne parla, è il resveratrolo.

Il resveratrolo (3,5,4′-triidrossi-trans-stilbene) è un fenolo non flavonoide e una fitoalessina prodotta naturalmente da numerose piante in risposta agli attacchi da agenti patogeni quali batteri o funghi. Le principali fonti alimentari di resveratrolo sono la buccia dell’uva, i mirtilli, i lamponi, il gelso e le arachidi. Di fatto cardio-protettivo, antiossidante, antinfiammatorio; altre azioni benefiche nei vini rossi sono dovute agli antociani ed ad altri polifenoli. Nelle uve aumenta dopo attacco di Botrytis cinerea.

Ma la cosa particolarmente interessante in questi tempi di coronavirus è che uno dei flavonoidi presenti nelle uve, la quercetina, ha azione inibente nei confronti di una proteina del virus stesso, difendendo il nostro organismo, soprattutto nelle prime fasi di attacco virale (per quello che se ne sa ad oggi). Oltre alle uve rosse ed al vino rosso ne sono ricchi (in ordine decrescente) i capperi, la cipolla rossa, il tè verde, il mirtillo, le mele, i radicchi, il sedano, altri frutti di bosco a bacca rossa, i pomodori, gli asparagi, l’uva bianca. In percentuale al peso l’uva rossa ed il vino rosso sono i secondi in graduatoria, Va detto che per fare un bicchiere di vino bisognerebbe mangiare molti capperi e sembra migliore la prima soluzione. Possibilmente si consigliano vini di una certa qualità non chiarificati eccessivamente, più filtriamo e chiarifichiamo meno polifenoli e flavonoidi restano nel vino.

 

Già se ne conoscevano le qualità inibenti su una serie di enzimi extracellulari, come le qualità antinfiammatorie ed altre. Ma questa molecola ha un effetto destabilizzante su 3CLpro, una delle principali proteine del virus, fondamentale per il suo sviluppo e il cui blocco dell’attività enzimatica risulta letale per SARS-CoV-2. Il risultato è frutto del lavoro di ricerca condotto da Bruno Rizzuti del CNR di Cosenza con un gruppo di ricercatori di Zaragoza e Madrid ed è stato pubblicato sull’International Journal of Biological Macromolecules. Non ha controindicazioni particolari, certo non è un vaccino, ma al momento sembra una buona difesa. Senza arrivare agli eccessi del contadino veneto, un buon bicchiere di vin rosso a pranzo ed uno a cena, come nell’antica tradizione, ci possono aiutare. Per gli astemi – a parte gli altri alimenti che abbiamo segnalato – ci sono anche degli integratori a base di quercetina. Per noi: Alla Salute!

 

Gianluca Ciampi